Prayer For the Victims of the Foibe Massacre

A prayer composed in 1959 by Mons. Antonio Santin, Bishop of Trieste and Capodistria, dedicated to the martyrs of the Foibe Massacres (1943-1945):
O God, Lord of life and death, of light and darkness, from the depths of this land and of this our sorrow we cry out to Thee. Hear, O Lord, our voice. Out of the depths I cry to you, Lord.

Lord, hear my voice.

Today all the Dead await a prayer, a gesture of piety, a memory of affection. And also we raise our poor prayers and lay down our flowers, to learn the lesson that arises from the sacrifice of these Dead. And we turn to You, because you have harvested their last cry, their last breath.

This Calvary, with the summit sunken into the bowels of the earth, constitutes a great chair, which indicates the ways of peace in love and in justice. Two wars in thirty years, like two fire storms, passed through the hills of the Carso; they have sown death among these rocks and these bushes; they filled cemeteries and hospitals; they also occasionally sparked uncontrolled violence, sowing murder and hatred.

Well then, Lord, Prince of Peace, grant us Thy peace, a peace that is both tranquil rest for the Dead and serene work and faith for the living. It is then that men, frightened by the terrible consequences of their hatred and attracted by the sweetness of Thy gospel, will return, like the prodigal son, in Your house to feel and love everyone as sons of the same Father. Our Father, who art in heaven, hallowed be Thy name, Thy kingdom come, Thy will be done. Gives comfort to the wives, mothers, sisters and children of those who are in all the foibe of this our sad earth, and to all of us who are still alive and every day feel weighing on our hearts the penalty for these our Dead, as deep as the pits they rest in. You are the living One, O Lord, and in you they live.

But if their purification is not perfect, we offer to You, O Holy and Just God, our prayer, our anguish, our sacrifices, that they may soon enjoy the splendor of Your Face. And give to us resignation and fortitude, wisdom and goodness. You said to us: Blessed are the merciful for they shall obtain mercy, blessed are the peacemakers for they shall be called sons of God, blessed are those who mourn for they shall be comforted, but also blessed are those who hunger and thirst for righteousness for they shall be filled in You, O Lord, because it the iniquity of iniquity is always transient and apparent.

O Lord, give Your peace to these our Dead, unnamed but known and loved by You. Shine forth unto them and let Your perpetual light shine also on our land and in our hearts. And by their sacrifice make it so that the hopes of the good may flourish.

Domine, coram te est omne desiderium meum et gemitus meus te non latet. Amen.
—Mons. Antonio Santin, Bishop of Trieste and Capodistria, 1959


Original Italian text:
O Dio, Signore della vita e della morte, della luce e delle tenebre, dalle profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te. Ascolta, o Signore, la nostra voce. De profundis clamo ad Te, Domine.

Domine, audi vocem meam.

Oggi tutti i Morti attendono una preghiera, un gesto di pietà, un ricordo di affetto. E anche noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori, ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti. E ci rivolgiamo a Te, perché tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro.

Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace. In trent’anni due guerre, come due bufere di fuoco, sono passate attraverso queste colline carsiche; hanno seminato la morte tra queste rocce e questi cespugli; hanno riempito cimiteri e ospedali; hanno anche scatenato qualche volta l’incontrollata violenza, seminatrice di delitti e di odio.

Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua Pace, una pace che sia riposo tranquillo per i Morti e sia serenità di lavoro e di fede per i vivi. Fa che gli uomini, spaventati dalle conseguenze terribili del loro odio e attratti dalla soavità del Tuo Vangelo, ritornino, come il figlio prodigo, nella Tua casa per sentirsi e amarsi tutti come figli dello stesso Padre. Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà. Dona conforto alle spose, alle madri, alle sorelle, ai figli di coloro che si trovano in tutte le foibe di questa nostra triste terra, e a tutti noi che siamo vivi e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore la pena per questi nostri Morti, profonda come le voragini che li accolgono. Tu sei il Vivente, o Signore, e in Te essi vivono.

Che se ancora la loro purificazione non è perfetta, noi Ti offriamo, o Dio Santo e Giusto, la nostra preghiera, la nostra angoscia, i nostri sacrifici, perché giungano presto a gioire dello splendore dei Tuo Volto. E a noi dona rassegnazione e fortezza, saggezza e bontà. Tu ci hai detto: Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia, beati i pacificatori perché saranno chiamati figli di Dio, beati coloro che piangono perché saranno consolati, ma anche beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati in Te, o Signore, perché è sempre apparente e transeunte il trionfo dell’iniquità.

O Signore, a questi nostri Morti senza nome ma da Te conosciuti e amati, dona la Tua pace. Risplenda a loro la Luce perpetua e brilli la Tua Luce anche sulla nostra terra e nei nostri cuori. E per il loro sacrificio fa che le speranze dei buoni fioriscano.

Domine, coram te est omne desiderium meum et gemitus meus te non latet. Così sia.
—Mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste e Capodistria, 1959